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Campagna di Adesione

Non fermarti nella notte

Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore
(1 Corinzi 10:10)

 

L’apostolo avvisa i cristiani di Corinto sui pericoli del mormorio ricordando l’esperienza della generazione che, uscita dall’Egitto, non riuscì a entrare in Canaan.

È vero che molte delle loro lamentele riguardavano problemi reali: difficoltà impreviste, penuria di beni di prima necessità, sfide e ostacoli difficilissimi.

Una lettura attenta del racconto biblico rivela, però, che il problema non era tanto nelle rimostranze, ma nella mancanza di fiducia in Dio unita a una totale incapacità di ricordare i Suoi miracoli in loro favore.

Essi, a più riprese, offesero Dio e ingiuriarono i Suoi servitori e, soprattutto, si ridussero a una condizione spirituale tale da privarli di meravigliose benedizioni.

Carissimi, chi di noi si può considerare immune dal morbo del mormorio quando si trova ad affrontare ostacoli inattesi o prove di lunga durata?

La Parola invita a non permettere allo spirito di lamentela di privarci della gioia e dei doni della grazia di Dio, rendendoci “disgustosi” ai Suoi occhi, privandoci della Sua approvazione.

Pare che nella lingua ebraica il termine mormorare derivasse da un’altra parola che significava, più o meno, “fermarsi per la notte”.

Ecco, questo è l’errore del mormorio: quando viene la notte della difficoltà, esso ci induce a fermarci, piangere, recriminare, cercare colpevoli (in cielo e sulla terra) cui addebitare le nostre miserie e da accusare per la nostra infelicità.

Caro nel Signore, se sei in una fase di mormorio incredulo, non fermarti nella notte. Smetti di mormorare e trova la tua forza in Cristo, che come una pecora muta davanti a chi la tosa, mai si lamentò, provvedendo la nostra Redenzione.

E come Paolo e Sila nella prigione, lascia che Dio t’ispiri un canto nella notte.


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @Buonasettimana

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