Se non t’aiuta il Signore…
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La Benedizione “preventiva”
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Signore, se Tu fossi stato qui…

… «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto … (Giovanni 11:21, 32)

Immaginiamo un dialogo fra Gesù e i fratelli di Betania, qualche tempo dopo la risurrezione di Lazzaro. A questo punto essi potevano rivivere la vicenda osservandola da un’altra prospettiva e, la stessa frase pronunziata nel dolore, pur suonando allo stesso modo, può significare completamente l’opposto!
Proviamo ad ascoltarli…

Signore, se Tu fossi stato qui – dice Marta – non avremmo visto la solidarietà di tanti che ci sono stati vicini nel lutto (è vero: alcuni vennero per curiosare, altri soltanto per porre l’accento sulla Tua assenza, ma molti erano solidali e l’abbiamo sentito). Ora sappiamo che tanti tengono a noi, che potremo contare su di loro, quando ce ne sarà bisogno.

Signore, se Tu fossi stato qui – dice Maria – non avremmo visto la Tua immensa compassione, le lacrime rigarTi il volto. È stato indimenticabile. Sì, alcuni malignamente dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?». Ma tanti altri hanno testimoniato: «Guarda come l’amava!». Sì, Maestro è stata un’esperienza incomparabile, preziosa, unica.

“Signore, se tu fossi stato qui – dice Lazzaro – tanti che mi hanno visto uscire dalla tomba non avrebbero creduto in Te. È stata dura per tutti noi, ma ora comprendo che Tu hai sempre uno scopo! Ora so che anche la morte e non solo le onde e il vento Ti è sottomessa! Tu sei la risurrezione e la vita!”.

“Signore, se Tu fossi stato qui – dicono insieme – se Tu ci avessi evitato il dolore, le lacrime, il lutto… se Tu non avessi aspettato e tardato, lasciandoci un poco da soli, “credere per vedere la gloria di Dio” sarebbe stato soltanto uno slogan, bello e affascinante, ma astratto. Tu non c’eri e la malattia è diventata morte, lutto e corruzione, ma confidando in Te, alla fine abbiamo visto la Tua gloria”.

Carissimi, sebbene questi dialoghi siano immaginari, essi descrivono gli scopi di Dio, quando tarda nel venirci incontro nelle nostre difficoltà. Questa storia insegna (o rammenta) una verità fondamentale a quanti di noi stiamo vivendo una dura prova e, contemporaneamente, un’apparente “assenza” o ritardo di Dio: Non perdiamoci d’animo, non amareggiamoci, né disperiamoci.

Se restiamo fermi e confidiamo in Lui, alla fine, vedendo il Suo intervento, comprenderemo il Suo piano e i Suoi scopi nel farci passare per il fuoco della prova e potremo, con gioia, dire: Signore, Ti ringrazio! Se Tu fossi stato qui… non avrei visto la Tua gloria nella mia vita!