Dio non è come noi
11 Luglio 2017
Conseguenze
24 Luglio 2017

Sepolti vivi

Hanno voluto annientare la mia vita nella fossa, mi hanno gettato pietre addosso

(Lamentazioni 3:53)

 

Il lamento di Geremia che, per essere fedele a Dio, finì nella cisterna piena di fango, ci ricorda che, talvolta, quando il male prevale, la condizione dei credenti può diventare assai scomoda.

In qualche modo il profeta era stato sepolto vivo. Qualcuno, infatti, traduce: mi hanno messo una pietra addosso.

Che si tratti della prigione sotterranea (Giuseppe), della fossa dei leoni (Daniele) o della fornace ardente (Anania, Misael e Azaria) può capitare che semplicemente per aver fatto la cosa giusta, ci si possa trovare come sepolti vivi, senza speranza, senza più futuro.

Queste storie di fede, sebbene con qualche differenza, ebbero esito positivo per coloro che temevano Dio. In un modo o nell’altro qualcuno aveva voluto seppellirli, ma Dio li mantenne in vita.

Possano, queste storie di fede e ubbidienza, incoraggiare qualcuno che si sente o si trova come “sepolto vivo”, in una situazione apparentemente senza via d’uscita.

Carissimo, stamattina trova la tua forza in Colui sul Quale, era stata messa una pietra sopra, pietosamente da chi L’amava, sprezzantemente sigillata da chi L’odiava.

Ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti, che regna in gloria e intercede per te.

Egli stamattina è venuto direttamente nella fossa dove ti senti sepolto, per farti coraggio e dirti, come a Geremia «Non temere!» (Lamentazioni 3:54-57)

Ti fiderai di Lui?


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

Il testo di questa meditazione, come tutti i testi pubblicati su questo sito, può essere liberamente distribuito senza scopo di lucro, citando la fonte, l’autore e il sito web da cui è stato tratto.