Ora è tempo di agire [A. A. Esposito]
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Senza paniere e senza falce

Quando entrerai nella vigna del tuo prossimo, potrai a tuo piacere mangiare uva a sazietà, ma non ne metterai nel tuo paniere. Quando entrerai nei campi di grano del tuo prossimo potrai cogliere spighe con la mano; ma non metterai la falce nel grano del tuo prossimo (Deuteronomio 23:24, 25)

Questi versetti sembrano così lontani da noi, poco significativi in una cultura che solo marginalmente contempla l’agricoltura a livello familiare, diversa da quella descritta da Mosè.
Eppure possono dare qualche indicazione sul modo in cui noi entriamo nella vita gli uni degli altri, sulle relazioni interpersonali, su ciò che siamo disposti a dare agli altri e che dagli altri ci aspettiamo.
Indifferenza e invadenza, noncuranza e intromissione sembrano le uniche estreme opzioni nelle relazioni con il prossimo. Il risultato è spesso un diffuso mormorio che ora lamenta la troppa presenza, ora l’assenza ingiustificata.
Consideriamo qualche verità riguardo all’ospitalità.
Primo: Non rinchiuderti. Il nostro campo non sia recintato col filo spinato. Siamo diventati, in generale, così diffidenti da non permettere a nessuno di avvicinarsi alla nostra vita. Questo ci induce a gestire da soli i problemi, isolandoci, privandoci di consigli, conforto, sostegno. È un triste paradosso: avere paura di amare per timore di soffrire.
Secondo: Non essere “avaro”. Devi comprendere che quando consentirai a qualcuno di “entrare nel tuo campo”, dovrai permettergli di ricevere qualcosa da te. È vero che l’affetto, l’amicizia e l’ospitalità benché siano “manovre semplici”, non sono del tutto prive di pericolo. Ma non diventiamo mai avari di affetto, di stima, di amicizia.
Terzo: Niente paniere, niente falce. Entrare con paniere e falce in un campo significa voler portare via qualcosa. È necessario che impariamo a riconoscere e rispettare i limiti della vita degli altri. L’unica relazione in cui si condivide tutto è il matrimonio. Per il resto, se entriamo nel campo dell’altro (come amici, parenti, fratelli … ) dobbiamo imparare a “stare al nostro posto”. Per proteggere l’altro e noi stessi, per tenere legami duraturi.
Lungi dal volere essere un “decalogo”, questi consigli possono aiutarci a saper accogliere gli altri nella nostra vita, a entrare in punta di piedi in quella degli altri. A costruire sane relazione, per edificare ed essere edificati, per evangelizzare e testimoniare di Cristo.
Già: Gesù Cristo, Colui che entra soltanto laddove Lo ricevono.
Colui che, essendo Padrone di casa, non esita a bussare, non pretende di entrare.
Dio ci benedica e ci dia saggezza.

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Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @Buonasettimana

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