Per ogni cosa c’è il suo momento

Capita, delle volte, di porsi domande alle quali dover necessariamente dare una risposta. E poi capita, a quella risposta, di dover per forza di cose affiancare anche una “azione”. Per forza, senza alternative.

 

Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 fui molto colpito dall’uso degli “stati” e delle “stories” di WhatsApp (ma anche di altri Social): avevo scoperto per caso la funzionalità pubblicandone una per sbaglio… Mi incuriosii e provai a saperne qualcosa di più, guardando tra quelle dei miei contatti.

Alcune storie erano belle, edificanti. Altre (alcune, poche, tante?) erano “frecciatine”, insinuazioni, sentenze… usate talvolta per polemizzare e per rendere pubbliche liti e questioni personali con sentimenti non certo edificanti.

Altre riportavano citazioni spesso non verificate – altre volte assolutamente improbabili – di personaggi non certo esemplari.

Storie bibliche e storie profane spesso si susseguivano e non di rado le profane erano pure volgari.

Fu così che nacque in me la domanda: “Che cosa stiamo diffondendo?”

Di lì a poco prese vita lo “Spread Project” che, timidamente, in inglese incoraggiava a diffondere (spread) cose positive e edificanti.

Poco dopo iniziammo nella nostra Comunità una serie di studi biblici sul tema “Cristianesimo efficace” (Che cosa stiamo diffondendo?).

Quasi in maniera “inconsapevole” cominciammo a elaborare immagini con versetti biblici da pubblicare ogni mattina sui social (WhatsApp, Instagram, Twitter).

Da quella domanda, nel corso del tempo sono stati prodotti oltre un migliaio di versetti “casuali” e tematici (Cristo in ogni libro della Bibbia, il Frutto dello Spirito Santo, i Carismi, le Beatitudini, i Salmi…).

Stamattina abbiamo pubblicato l’ultima, con un versetto del Salmo 150.

Perché questo messaggio?

Tutto questo “sproloquio” è semplicemente per dire che da domani il mio “stato” (le mie storie di WhatsApp) resteranno “spente” e la lista broadcast non riceverà più aggiornamenti ogni mattino.

Come mai questa decisione?

Non ci fermiamo per stanchezza (anche se tutto richiede tempo e risorse), né per qualche ragione “negativa”, ma soltanto perché crediamo fermamente che il messaggio che volevamo dare con questo particolare strumento e con questo metodo è stato dato.

Lo scopo delle “stories” bibliche di ADIPortici non è mai stato quello di sostituire la lettura personale quotidiana della Bibbia, piuttosto quello di incoraggiarla, e speriamo di esserci riusciti.

Su Instagram saranno pubblicati certamente dei versetti e dei messaggi di edificazione, oltre che le notizie riguardanti la vita e le attività della Comunità, ma per il resto la nostra preghiera a Dio è che ogni mattina ciascuno, nella guida dello Spirito Santo, “cerchi e trovi” il “suo” versetto, che sia non solo una promessa, un conforto e un aiuto, ma che possa essere anche istruzione, riprensione, correzione.

È quella “devozione personale” – fatta di lettura sistematica e ordinata della Bibbia con attitudine di preghiera e meditazione – ad essere la vera forza del credente rigenerato.

Come Pastore continuerò sempre a domandarmi: “Che cosa – io e i membri della “mia” Comunità – stiamo diffondendo?”, sperando che ciascuno si impegni che nessun messaggio che “diffondiamo” possa mai oscurare o contraddire il Messaggio più grande, la Notizia più bella che sia mai stata data: Il Vangelo di Cristo Gesù!

Questo è lo scopo della Chiesa sulla terra, questo lo scopo di ogni nato di nuovo!

Dio ci benedica!

Aniello A. S. Esposito