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Per chi è la speranza?

«Ecco questo male viene dal Signore; che ho più da sperare dal Signore?»
(2Re 6:33)

 

 

Le parole scoraggiate del re non sono del tutto infondate. Egli ha perso la speranza in una fine positiva del terribile assedio di cui è vittima la sua città. In sostanza, egli dice: “Se è Dio che ha permesso questo male… che posso più sperare?”.

Dal punto di vista umano la logica è inconfutabile, ma non secondo l’ottica divina.

Perché?

La riposta la troviamo nella storia di Davide che, quando si trovò sotto la disciplina di Dio fece un’affermazione notevole: “Ebbene, cadiamo nelle mani del Signore, perché le sue compassioni sono immense” (2Samuele 24:14).

Ci sono momenti in cui Dio permette che l’uomo incontri i propri limiti, sperimenti le difficoltà perché impari a conoscerLo, a rivolgersi a Lui e a dipendere da Lui. Per il bene eterno della sua anima immortale.

È in questa condizione che si vede la differenza fra chi teme Dio e chi non si cura della Sua volontà. È nei momenti di prova e di disciplina che la speranza si accende nel cuore dei figli di Dio.

Lo Spirto Santo dice così: “«Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d’animo quando sei da lui ripreso; perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli». Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12:5-7).

Perciò, fratello amato, se stai vivendo un momento di difficoltà, se la prova diventa dura… ricordati chi sei: se hai creduto in Cristo, se Egli è il tuo Salvatore, tu sei in figlio di Dio.

Perciò, qualunque sia il “tuo assedio”, non smettere di confidare nel Padre celeste e non perdere la speranza.

Soprattutto, ringraziaLo: Egli ti tratta come figlio!

 

 


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @Buonasettimana

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