Quando Gesù “perde tempo” a pregare (A. A. Esposito)
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Ogni cosa a Suo tempo

Gesù entrò a Gerusalemme nel tempio; e dopo aver osservato ogni cosa intorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania con i dodici (Marco 11:11)

 

Uno dei nostri più grandi problemi è intendere bene “i tempi di Dio”. Qui il Signore, dopo una ricognizione nel tempio, avendo osservato tutte le cose che non andavano e che Lo turbavano, essendo l’ora tarda, rimandò all’indomani ciò che aveva già determinato di fare.

La mattina seguente, entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vi facevano commercio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. E diceva loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti?” Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni».

Che cosa aveva fatto Gesù la notte prima a Betania? Non ne abbiamo alcuna certezza. Sappiamo però che Egli spesso passava la notte in preghiera, mentre altre volte si alzava la mattina di buon’ora per pregare (Luca 6:12; Marco 1:35).

Quello di Cristo fu un atto meditato, deliberato e per nulla avventato che, oltre a restare impresso nei secoli come insegnamento sulla santità del tempio di Dio (che oggi è sia il nostro corpo, sia la Sua chiesa (1Corinzi 6:19; Efesini 2:21), Gli causò maggior odio da parte dei Giudei che decisero che era giunto il momento di farla finita con Lui.

Qui impariamo che il Figlio di Dio incarnato, non procedette d’impulso, ma si lasciò “limitare” dal tempo e agì a Suo tempo. E noi? Noi, talvolta siamo avventati. Agiamo [sarebbe meglio dire: reagiamo] d’istinto e ci prendiamo pure il lusso di deridere chi, essendo riflessivo, procede con accortezza.

Carissimi, se è peccato rimandare a domani ciò che si deve fare oggi (e questo vale soprattutto per il ravvedimento) è anche peccato agire senza riflessione, senza pregare, senza meditare su ciò che stiamo per fare e sulle conseguenze delle nostre azioni.

Non si tratta di essere pragmatici, ma di fare bene i conti. La riflessione ci aiuterà a prepararci alle conseguenze della nostra ubbidienza, per maturare la profonda certezza che, seppure dovessero “costarci la croce”, Dio non ci abbandonerà al nostro destino!

Carissimo, se lo Spirito Santo ti sta guidando, mediante la Sua Parola ad agire per la Sua gloria, non tentennare e non essere avventato, ma “dormici sopra una notte”, dedicati alla riflessione e alla preghiera e poi… fa’ quello che avrai occasione di fare, poiché Dio è con te!