Non scusare la mediocrità con le difficoltà

Il pigro non ara a causa del freddo; alla raccolta verrà a cercare, ma non ci sarà nulla

(Proverbi 20:4)

Quella del pigro è una figura che troviamo spesso nei Proverbi per ammonire “il figlio saggio” affinché ne eviti, non solo le azioni, ma soprattutto le motivazioni e le sventure.

Il pigro preferisce restare a casa piuttosto che uscire ad arare senza immaginare la delusione che lo coglierà nella prossima estate, quando non avrà niente da mietere e nulla per seminare.

Alcuni dipingono la figura del pigro in maniera ridicola e grottesca, senza rendersi conto che invece essa è molto più vicina a noi di quanto crediamo e che in noi spesso c’è un pigro suggeritore che condiziona le nostre scelte.

Quante volte ci capita di perdere opportunità, di rifiutarci di fare il bene o di ubbidire al Signore perché “fa freddo”?

Che si tratti delle relazioni familiari, degli impegni della vita o del servizio al Signore, non c’è niente di più triste che “rimandare” in attesa di “tempi migliori”, aspettando “circostanze più favorevoli”.

Eppure, questo accade continuamente.

Molti fallimenti di oggi e molte delusioni del presente non sono il risultato delle circostanze sfavorevoli, ma conseguenza diretta dell’indolenza e della paura di prendersi dei rischi.

Carissimi, il tempo che viviamo, particolarmente “freddo” e cupo, sembra suggerirci di rimanercene per i fatti nostri “al calduccio” e nell’attesa che le cose migliorino, rischiando di farci perdere occasioni irripetibili di servizio e di benedizione.

Dio ci aiuti, perciò, anche se è buio e fa freddo, a continuare a servire, a dare, ad amare, a perdonare e a gioire sapendo che, se non ci stanchiamo di seminare, certamente mieteremo a Suo tempo, e sarà una mietitura gioiosa, al cospetto del nostro amato Signore e Salvatore, Cristo Gesù!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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