Non perdere la lucidità

Compra noi e le nostre terre in cambio del pane… dacci della semenza perché possiamo vivere e non morire, e il suolo non diventi un deserto (Genesi 47:19)

Il nostro versetto riporta la richiesta degli Egiziani a Giuseppe quando la carestia stava diventando sempre più dura, non solo pregiudicando la qualità della vita, ma mettendone a repentaglio la conservazione. 

Notiamo come nel mezzo di una crisi così terribile, con la penuria di ogni tipo di beni, essi mantennero la “lucidità” per non lasciarsi sopraffare dalle necessità urgenti, dimostrando di avere una visione lungimirante: non dissero soltanto “dacci del pane”, ma anche “dacci di che seminare”.

Il popolo, infatti, sapeva bene che Giuseppe aveva accumulato tanto grano che si era smesso di tenerne il conto e che, fin dall’inizio della carestia aveva aperto tutti i depositi dimostrando di essere in grado di provvedere alle loro necessità per molto tempo.

Carissimi amici e fratelli, non ci pare che forse oggi gli Egiziani ci stiano sfidando con la loro fiducia in Giuseppe?

Se loro compresero che Giuseppe era in grado di provvedere e si fidarono di lui, perché noi, a volte, non riusciamo a fidarci del nostro amato Signore Gesù? 

Possa lo Spirito Santo aprirci la mente per capire che in questo periodo così complicato non ci possiamo limitare a pensare soltanto alle nostre necessità correnti e ai bisogni materiali, rischiando di perdere di vista le cose che contano veramente.

Noi possiamo contare su “Uno molto più grande di Giuseppe”, il Signore Gesù, che è in grado non solo di provvederci ogni bene materiale e spirituale al presente, ma anche di fornirci “semenza da spargere” per la salvezza di tanti che ancora non Lo conoscono, in modo che “il campo” affidato alla nostra cura non divenga un deserto, ma che la Sua opera possa continuare ad espandersi per la Sua gloria.


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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