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Non perdere contatto con la realtà

Chi altri vorrebbe il re onorare, se non me?

(Ester 6:6)

Aman era un malvagio dignitario del re Assuero che, a causa dell’odio verso il Giudeo Mardocheo, aveva programmato lo sterminio di tutti i suoi connazionali.

Quel giorno si era trovato “per caso” a giungere a corte mentre il re stava decidendo di onorare Mardocheo per avergli salvato la vita e, visto che Aman era nei paraggi, Assuero lo convocò e gli chiese: Che si deve fare a un uomo che il re voglia onorare?

Pieno di orgoglio, Aman non pensò, neanche per un istante, che qualcun altro se non lui solo potesse meritare l’encomio del re: Chi mai vorrebbe il re onorare, se non me?

La rabbia di Aman quando fu costretto a portare in trionfo l’odiato Mardocheo fu smisurata, come lo sconforto e la paura che si abbatterono sulla sua vita, quando il suo complotto fu scoperto, i Giudei furono salvati e lui fu messo a morte.

La storia di Aman fa impressione e incute timore, ma rivela anche una caratteristica dell’uomo quando si allontana dal suo Creatore e, perdendo il senso della realtà, sviluppa orgoglio e presunzione.

Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che Aman sia un’eccezione. Sebbene egli sia un esempio di estrema malvagità, dobbiamo riconoscere che la sua condizione non è affatto rara.

Sono molti coloro che, purtroppo perfino tra i credenti, così concentrati su sé stessi non riescono a vedere capacità, merito, bontà se non in loro stessi e che finiscono per ignorare, giudicare, snobbare e disprezzare tutti gli altri.

Per evitare una tale deviazione, abbiamo anzitutto bisogno di vivere sempre in comunione con il Signore Gesù, Colui “che abbassò Sé stesso” per salvarci dal peccato, ma è anche necessario che ci rispecchiamo quotidianamente nella Parola per non perdere contatto con la realtà della nostra fragilità e per sviluppare, per la grazia di Dio, un concetto sobrio di noi stessi, per servirLo in semplicità ed in umiltà!

Signore, aiutaci Tu!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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