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Non andate troppo lontano…

Allora il faraone disse: Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifici al SIGNORE vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano…
(Esodo 8:28)

Se non conoscessimo la storia e la crudeltà del faraone, le sue parole sembrerebbero dettate da affetto, apprensione, preoccupazione sincera: per favore non andate troppo lontano.

Faraone, in realtà, non intendeva perdere la sua manodopera, voleva che i suoi schiavi non si allontanassero e restassero a sua disposizione.

Faraone, in questo, è la negazione e la contradizione della fede.

La chiamata di Abramo, infatti, fu: “Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre”, e implicava la benedizione, per mezzo di lui, di “tutte le nazioni della terra”.

Nel Nuovo Testamento, del resto, la promessa della Pentecoste e il Grande Mandato definiscono chiaramente la portata della missione della Chiesa: tutto il mondo, ogni creatura, fino all’estremità della terra.

Questi riferimenti evidenziano come la prospettiva del credente e della chiesa non deve porre limiti alla volontà di Dio: sia nell’allontanarsi dal peccato, sia nel consacrarsi a Dio e al Suo servizio.

Carissimi, la Parola di oggi incoraggia, sia chi ha appena iniziato a servire il Signore sia chi lo fa da molto tempo, a non lasciarsi fermare da dubbi, paure e calcoli nell’avanzare sul cammino della consacrazione, del servizio, della testimonianza.

La paura dell’ignoto e il timore di perdere qualcosa, spesso possono frenare le persone dal consacrarsi veramente a Cristo e li “imprigionano” in un cristianesimo che non sboccia mai, che non porta mai frutto.

Carissimo, questa mattina mentre il Signore ti chiama a una vita di libertà e di servizio, se senti che qualcosa ti blocca dall’andare troppo lontano, non lasciarti frenare e, se vedi che non ce la fai, prega, invogliato dall’amore per Cristo che è morto e risorto per te: Signore, attirami a te!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @Buonasettimana

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