Nessun luogo è “lontano”

Io ho gridato al Signore, dal fondo della mia angoscia, ed egli mi ha risposto; dalla profondità del soggiorno dei morti ho gridato e tu hai udito la mia voce (Giona 2:2, 3)

La preghiera che Giona elevò a Dio “dal ventre del pesce, dal fondo del mare” rappresenta il culmine di una storia cominciata con la sua decisione di fuggire a Tarsis, lontano dal Signore, che lo aveva inviato a predicare a Ninive.

Animato dal comprensibile risentimento, condizionato dal pregiudizio e, molto probabilmente, anche dal desiderio di difendere “il prestigio” del suo ministerio, Giona non riusciva ad accettare la possibilità di ravvedimento dei Niniviti, l’eventualità che Dio li potesse perdonare.

Notiamo qui quel sentimento di ribellione e irritazione che talvolta anche noi nutriamo nei confronti della volontà divina quando non corrisponde alla nostra.

Fin dagli albori dell’umanità, questo è il sentimento che porta l’uomo lontano da Dio.

A causa della sua ribellione Giona era sprofondato in una situazione disperata, oramai vicino alla morte, quando, finalmente, invocò il Signore, che pietosamente, lo ascoltò e lo liberò.

C’è un grande contrasto fra il desiderio di “fuggire lontano da Dio” e la consapevolezza che “Lui è vicino a quelli che L’invocano”.

Ecco la piccola lezione, il grande incoraggiamento di oggi: nessun luogo è tanto lontano da Dio da impedirci di raggiungerLo, in un istante, mediante la preghiera sincera, contrita, credente!

Carissimo, solo tu sai dove sei sprofondato, quanto distante tu sia da Dio, ma la Sua Parola oggi ti giunge per dirti una cosa molto semplice: nessun luogo è lontano dalla presenza di Dio, dallo sgabello dei Suoi piedi, per chi davvero vuole tornare a Lui!
Ovunque tu sia in questo momento, ti basta invocare il Suo Nome per sentirLo al tuo fianco, pronto a insegnarti la lezione, pronto a perdonare il tuo peccato, pronto, anzi prontissimo, a liberarti, se ti arrendi, finalmente, a Lui!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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