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Mangeremo, Poi Moriremo

Ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po’ d’olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo (1Re 17:12)

 

Bastarono poche parole alla povera vedova per spiegare la sua condizione: stava per consumare l’ultimo pasto. Singolare coincidenza vuole che “ultimo pasto” ricordi l’usanza di offrire ai condannati a morte del cibo a loro richiesta prima dell’esecuzione.

Condannata a morire. Si sentiva così quella donna. Lei e suo figlio non avevano alcuna risorsa, la “crisi” era terribile ed ora il Signore le ordinava di prendersi cura del Suo profeta?

La storia della vedova di Sarepta mostra come Dio provvede per quelli che Gli credono e Gli ubbidiscono, nonostante le poche risorse e il contesto difficile.

Quelli che dovevano essere gli ingredienti dell’ultimo pasto, divennero il cibo quotidiano per la donna, per suo figlio e per il profeta… per molto tempo!

Questa vicenda biblica non è poi così distante dalla nostra realtà: tanti di noi vivono in ambienti difficili, spesso ostili e le nostre risorse naturali sono così limitate da non concederci soddisfazione, serenità e speranza.

Amato in Cristo, forse anche tu sei convinto di essere giunto “all’ultimo pasto”, hai rinunziato alle tue speranze, seppellito i tuoi sogni… sei totalmente rassegnato.

Oggi non Elia, ma Gesù viene a offriti un cibo unico: Io sono il pane della vita. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo (Giovanni 6:47-51).

Con la Sua morte e risurrezione, Cristo ha provveduto “un cibo” che dona “piena soddisfazione” a quelli che credono in Lui. Liberati dal peccato, portati a nuova vita, i redenti vivono un’esistenza piena, serena, soddisfatta, in qualunque condizione, in mezzo a qualsiasi difficoltà.

Del resto, riguardo al vero credente, lo Spirito Santo dice: … nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portar frutto. Io lo sono, un vero credente?

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Aniello & Rosanna Esposito

 

Twitter: @Buonasettimana

 

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