L’inesorabile inutilità del male

Le loro tele non diventeranno vestiti, né costoro si copriranno delle loro opere

(Isaia 59:6)

Isaia si rivolgeva al popolo di Dio che, mentre continuava ad osservare alcune forme del culto, agiva malvagiamente, con un’arroganza seconda soltanto alla loro incoerenza.

L’espressione del nostro versetto è tanto sintetica quanto efficace: Le loro tele non diventeranno vestiti. Rende l’idea della frenetica corsa della spoletta di un telaio che continuamente intreccia ordito e trama, dando l’impressione di un lavoro che procede sicuro verso l’esito voluto. Ma quando giunge l’inverno e il freddo inizia a mordere, quei tessuti non diventeranno mai vestiti.

Il Signore sembra dire al popolo: “Datevi pure da fare, progettate, conquistate, inseguite pure i vostri interessi e incrementate anche i vostri guadagni. Ma sappiate che tutto il vostro lavoro sarà inutile. Nelle difficoltà e davanti al giudizio, vi renderete conto di aver sprecato la vita!”

L’inesorabile vanità di una vita vissuta fuori e contro la volontà di Dio non sarà mai descritta abbastanza vividamente.

Dio ci guardi dal dimenticarlo.

Che differenza tra questa immagine e la testimonianza di Tabita! Ricordiamo come veniva celebrata dopo la sua morte? Quando Pietro giunse a Ioppe le vedove si presentarono a lui piangendo, mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che aveva fatto.

Non sappiamo se Tabita tesseva o si limitasse soltanto a cucire, ma sicuramente la sua fede in Cristo fu in grado di “vestire” tante famiglie bisognose di aiuto!

E noi, carissimi amici e fratelli, che tele stiamo tessendo?

In che cosa stiamo investendo la nostra vita, il nostro tempo e i nostri talenti?

Arriverà il tempo – in questo mondo o in quello a venire – quando le nostre tele potrebbero restare sfilacciate e incompiute agli occhi del Signore, costringendoci a ritirarci da Lui, coperti di vergogna.

Oppure possiamo onorare Cristo per essere sicuri di partecipare alla festa più bella, facendo parte della Sua Chiesa che sarà vestita di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi.


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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