Tu Sei L’Incubo Dei Tuoi Incubi
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L’Antiquata Virtù Dell’Autocritica

Il nostro Dio, fece piombare un castigo fra noi, perché non lo cercammo secondo le regole stabilite
[1Cronache 15:13]

 

Davide aveva provato a trasportare l’arca del patto perché voleva onorare Dio, ponendola al centro della vita della città. Purtroppo, non avendoLo preventivamente consultato, si affidò all’improvvisazione, trasportandola al modo dei Filistei.

Questo causò la morte di un certo Uzza che toccò l’arca del Signore con l’intento di evitare che si rovesciasse. Davide e il popolo furono così scossi al punto di sospendere l’attività.

Dopo qualche settimana, la cerimonia fu celebrata con gioia e il Signore manifestò la Sua approvazione. Fu una giornata di benedizioni memorabili.

Che cosa era avvenuto nel frattempo?

È chiaro che Davide fece una profonda revisione del suo operato che lo portò a una conclusione molto semplice: “Abbiamo fallito perché non ci siamo attenuti alle Scritture”.

E noi? Come reagiamo in circostanze simili?

Troppo spesso facciamo l’elenco dei possibili colpevoli, lamentiamo spiacevoli coincidenze e, non di rado, abbiamo l’incredibile sfrontatezza di convertire i nostri palesi errori in interventi provvidenziali (Tutte le cose cooperano al bene!?!).

Carissimo, se questa meditazione ti giunge mentre fai i conti con un fallimento personale, affettivo, ministeriale o lavorativo, prima di cercare colpevoli, di addebitare tutto al caso o alla Provvidenza, vuoi provare a fare un’attenta autocritica per esaminare i tuoi metodi e tuoi sentimenti?

Puoi, onestamente, sostenere di esserti attenuto alla Parola di Dio?

Di aver pensato, parlato e agito come avrebbe fatto Gesù?

Se non è così, basta un po’ di sincerità e di umiltà e riconoscere di avere sbagliato.

E, considerando che il tuo metodo è stato fallimentare, ricominciare daccapo.

Questa volta, però, seguendo le regole stabilite.


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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