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La promessa è ancora valida
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La mia speranza dov’è?

Dov’è dunque la mia speranza?
(Giobbe 17:15)

Certamente di Giobbe si può dire che “ne aveva passate tante”.

Il lutto, il rovescio economico, la malattia, il disprezzo dei suoi cari e una profonda perplessità sul suo rapporto con Dio.

È facile, sapendo come finisce la storia, criticare Giobbe e perfino biasimarlo per le sue affermazioni insolenti e avventate.

La verità, però, è un’altra. A volte, anche i più forti di noi perdono la speranza.

La Bibbia definisce la speranza come un’àncora che deve essere ben salda per evitarci la deriva.

Eppure, giungono dei momenti in cui la nostra vita, gestita dai venti e scossa dalle onde, non riesce a trovare alcun solido appiglio. Sembra che l’àncora non faccia altro che “arare” inutilmente un fondo sabbioso mentre ci rassegniamo o alla deriva al largo o a sfasciarci sugli scogli.

Finché non si aggancia a uno scoglio solido e, magari con uno strattone improvviso, la nostra nave viene finalmente messa al sicuro.

Carissimo, se anche tu stamattina hai perso la speranza, ascolta la promessa del Signore, che ti dice: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.

C’è qualcosa di più solido della Parola di Dio?

Ora, considerando che è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti. Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno (Lettera agli Ebrei, Capp. 13 e 6).

La tua speranza è là?


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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