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Ingredienti per una preghiera efficace

Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie (Colossesi 4:2)

 

In quest’unica frase, lo Spirito Santo rivela tre ingredienti per una preghiera efficace, gradita a Dio.

Anzitutto Paolo dice: Perseverate … che significa rimanere forti, fedeli, costanti. Dobbiamo riconoscere che le nostre preghiere, spesso, mancano di questo elemento. Sovente ci perdiamo d’animo, ci scoraggiamo e ci fermiamo nella nostra vita di preghiera. Oggi lo Spirito Santo c’incoraggia a continuare a pregare. Non cantilene vuote e ripetitive, ma costante comunicazione con Dio.

Poi aggiunge: … vegliando … Non ti è mai capitato di irritarti con te stesso per non essere riuscito a restar sveglio nella preghiera come invece ti riesce di farlo davanti al televisore o allo schermo di un computer? Gesù disse: Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Lo Spirito Santo, nostro aiutante nelle orazioni, c’incoraggia a vegliare nelle preghiere. A dispetto del buio delle prove, nonostante le comodità della vita.

L’apostolo, infine, aggiunge: … con rendimento di grazie. La gratitudine, questa sconosciuta! Non solo i malvagi e i cattivi sono ingrati. Spesso lo sono i bambini, gli immaturi, gli egocentrici. Senza dubbio la generazione più ingrata (lamentosa, mormoratrice, piagnucolona) fu anche quella che vide la mano di Dio all’opera in Egitto, presso il Mar Rosso e nel deserto.

Come mai? Ben presto però dimenticarono le sue opere; non aspettarono fiduciosi l’adempimento del suo piano. Non ci piace ammetterlo, ma l’ingratitudine è figlia dell’incredulità, non meno del mormorio e dell’idolatria. Perché le nostre preghiere siano efficaci, bisogna che riscopriamo la gratitudine tipica dei redenti: Il Signore ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella gioia!

Carissimi, non trascuriamo il dono della preghiera perché molto vale la preghiera del giusto fatta con efficacia. Pregare, comunicare con Dio, spendere tempo in intimità con Lui, gettare ai Suoi piedi le nostre ansie, lodare e celebrare il Suo Nome, sono espressione di vera fede, sintomi di cristianesimo vitale.

Quel tipo di cristianesimo che non risente delle prove, non si distrae nel benessere né si chiude nell’egoismo. Che vive per fede, serve Dio per fede, evangelizza con amore e aspetta con gioia il ritorno di Gesù Cristo.

Signore, insegnaci a pregare!