Imparare a fare il bene

Imparino anche i nostri a dedicarsi a opere buone per provvedere alle necessità, affinché non stiano senza portare frutto

(Tito 3:14)

Spesso nelle sezioni conclusive delle lettere paoline, fra i saluti e le ultime raccomandazioni, troviamo ammaestramenti pratici di grandi utilità.

In quella inviata a Tito l’apostolo scrive: “Provvedi con cura al viaggio di Zena, il giurista, e di Apollo, perché non manchi loro niente”.

Si preoccupa, l’apostolo, che i due inviati possano essere sostenuti nella missione, e nel nostro versetto rivela grandi insegnamenti.

“Fare il bene” si impara: “Imparino…”. Molto spesso abbiamo l’abitudine di far dipendere il nostro servizio dal “sentimento”: “Se vi sentite…”, “Per adesso non mi sento…” o “Quando mi sentirò…”. Nella gran parte dei casi, duole dirlo, è un modo per accarezzare l’egoismo o per assecondare la pigrizia. Zena ed Apollo avevano delle necessità reali e attuali e Tito avrebbe dovuto provvedere, insegnando ai fratelli la necessità del “dare”.

“Fare il bene” è un impegno. Una versione moderna rende così le parole dell’apostolo: “… i nostri devono imparare a impegnarsi in buone opere”.  Il bene episodico ed emotivo spesso è più dannoso del non fare, perché talvolta non si preoccupa di chi ha bisogno ma del proprio appagamento. Dio ci aiuti a fare il bene in maniera convinta, costante e “impegnata”, con Dio, con la comunità e con il mondo, per provvedere alle necessità.

“Fare il bene” è il frutto della grazia: “… affinché non stiano senza portare frutto”. Sebbene la fede in Cristo operi un cambiamento interiore “rigenerando” mente e cuore è logico che questo cambiamento si manifesta con “buone opere” che non sono meritorie, ma frutto “spontaneo” della grazia di Dio.

Carissimi, in un mondo sempre più “parolaio” e sempre più disilluso, Dio ci aiuti a proclamare il Vangelo con una vita coerente ed operante, perché a questo siamo stati chiamati da Cristo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:6).

Signore insegnaci ad impegnarci a fare il bene, per portare frutto alla Tua gloria!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

Il testo di questa meditazione, come tutti i testi pubblicati su questo sito, può essere liberamente distribuito senza scopo di lucro, citando la fonte, l’autore e il sito web da cui è stato tratto.