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Il ministerio del “calmatore”

Caleb calmò il popolo che mormorava (Numeri 13:30)

Il contesto cui si riferisce il nostro versetto è un’assemblea della comunità degli Ebrei tenuta alle soglie di Canaan dove dodici esploratori descrivono le meraviglie (e i pericoli) del paese che avrebbero dovuto conquistare secondo la promessa di Dio.

I resoconti sono essenzialmente di due tipi.

Uno, maggioritario, che pur riconoscendo le sbalorditive caratteristiche della Terra Promessa, si concentra sulle difficoltà e arriva a una conclusione potenzialmente micidiale per le speranze d’Israele: “Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi”.

L’altra relazione, di minoranza, invece, pur non nascondendo i pericoli, è alimentata da una salda fiducia in Dio e nelle Sue promesse e incoraggia la fede del popolo: “Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci benissimo”.

Il nostro testo mostra il tentativo di Caleb, che pur conoscendo l’indole scettica e disfattista del suo popolo, non ebbe timore di provare a calmare le loro menti turbate e i loro cuori agitati.

La storia finisce molto male, con un popolo che mormora a tal punto da attirarsi il giudizio di Dio, ma nonostante questo (o forse proprio per questo) risalta ancora di più il tentativo di Caleb di calmare il popolo, sebbene non vi riuscì.

Caleb è un esempio di fede per tanti aspetti: il coraggio di essere controcorrente, la costanza della fede, l’energia conservata nel tempo.

Oggi però, vogliamo apprezzare il suo sentimento e la sua iniziativa nel prendere la parola per “contraddire” gli umori di un popolo pessimista, lamentoso e incredulo.

Carissimi, non è forse anche per questo motivo che il Signore disse di Caleb che “era animato da un altro spirito”? 

E noi da quale spirito siamo animati?

Siamo di quelli che si fanno trascinare dagli umori prevalenti del momento nello sconforto, nel pessimismo e nel lamento continuo?

O di quelli che, confidando in Dio e nella Sua Parola, incoraggiano alla “calma nella tempesta” e lo fanno non solo con le parole, ma anzitutto con la vita e con i fatti?


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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