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Dov’è la nostra gioia?

Servite il Signore con letizia, presentatevi gioiosi a lui!
(Salmo 100:2)

Il nostro salmo incoraggia e descrive la gioia del popolo che Lui “ha fatto”, che “Gli appartiene”, che è il gregge di cui Egli “ha cura”.
In tempi come l’attuale, l’invito alla gioia potrebbe sembrare inopportuno e mettere d’accordo l’incredulo e il credente, se ci si limita a considerare soltanto il presente difficile.
Eppure, sebbene non sempre sia facile farlo, la Bibbia c’invita a rallegrarci in ogni tempo.
Come si può “conciliare” questa verità biblica con le difficoltà di cui siamo testimoni? E soprattutto, quali sono i motivi di gioia del credente?
Anzitutto ogni cristiano può e deve trovare gioia nel suo rapporto con Dio: il suo Creatore, il suo Redentore e il suo Pastore.
C’è però un motivo, semplice eppure straordinario, che spinge il credente alla gioia: il cristiano non deve gioire, ma può gioire. Infatti, non c’è nulla che Dio comandi e che Lui stesso non sia disposto a fare nella vita di chi si affida e si arrende a Lui.
Se Dio ha detto: “Siate sempre lieti”, “Rallegratevi sempre”, “Rallegratevi e giubilate”…, vuol dire che è possibile; per la Sua grazia, con la Sua forza, mediante la sola fede in Lui, si può fare!
Carissimi, sebbene sia naturale essere tristi, perplessi, preoccupati, perfino angosciati, Dio ci aiuti a non perdere mai la gioia!
La sfida – soprattutto in questo tempo – forse è proprio quella di restare gioiosi in Cristo, di ascoltare la Sua voce, di gioire alla Sua presenza, per servirLo con gioia, vivere, studiare e lavorare con la gioia che Egli dona a tutti quelli che Gli appartengono.
È una gioia che potrebbe essere incompresa, perfino irritare e infastidire qualcuno, è una gioia che non è né sconsiderata, né superficiale, ma è ben motivata: è per quelli che appartengono alla città di Dio e che possono dire: “Tutte le fonti della mia gioia sono in te”.


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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