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Dio non è come noi

Io non sfogherò la mia ira ardente, perché sono Dio, e non un uomo…
(Osea 11:7-9)

 

L’amore di Dio è meraviglioso, assolutamente imparagonabile e superiore a qualunque dimostrazione di affezione naturale.

La condizione del popolo è chiaramente descritta: “Il mio popolo persiste a sviarsi da me; lo s’invita a guardare a chi è in alto, ma nessuno di essi alza lo sguardo”.

Non solo vivono nel peccato ma sono refrattari a qualunque invito al ravvedimento.

Dio sembra “non riuscire” a punirli come merita: “Come farei a lasciarti, o Efraim? Come farei a darti in mano altrui, o Israele?”.

La Sua compassione è descritta in maniera straziante: “Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni si accendono”.

Poi c’è la decisione di Dio di trattenere il Suo giudizio, motivata in maniera stupenda: “Io non sfogherò la mia ira ardente, non distruggerò Efraim di nuovo, perché sono Dio, e non un uomo… e non verrò nel mio furore”.

Non è meravigliosa questa dichiarazione? Dio non è come noi, Egli non si lascia andare all’ira ma è grande in bontà e benignità.

Questo non significa che, quando è (e quando sarà) necessario ed inevitabile, Egli non dia (e non darà) corso alla Sua giusta ira. Nessuno può sostenere che non vi sarà giudizio per chi rifiuta di ravvedersi.

Quello che questa Scrittura ci dice è che Dio non ha dato corso alla Sua ira, ma ha provveduto il perdono per quelli che confidano in Lui.

Che cos’è la venuta di Cristo se non il desiderio di Dio di “non venire nel Suo furore”?

Egli è venuto, pieno di grazia e di compassione, per dare la Sua vita per noi, ma quanti di noi Lo hanno ricevuto?

Carissimo, se ancora non hai realizzato questo amore, perché non lo fai oggi stesso?

Se hai l’amore di Cristo in te, quando sei ferito e offeso come reagisci? Ti lasci andare all’ira e al risentimento o hai imparato a perdonare come il Padre ha perdonato te?

Signore, aiutaci!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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