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Da oggi in poi vi benedirò!

Riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, fino al ventiquattro del nono mese, giorno in cui sono state messe le fondamenta del tempio del Signore; riflettete bene! C’è forse ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melograno, l’ulivo, nulla producono! Ma da questo giorno, io vi benedirò”
(Aggeo 2:18, 19)

 

 

L’impegno di Dio è chiaro: Da questo giorno, io vi benedirò!

Ma che cosa significa?

Significa che il Signore provvederà al Suo popolo il necessario sia per l’adorazione (primizie, offerte, sacrifici e olocausti) sia per la loro vita materiale.

In che momento arriva?

La promessa arriva in un momento di crisi generale, di insoddisfazione diffusadove il popolo di Dio non si distingue dal resto del mondo perché ha trascurato la Sua Casa.

Perché ce n’è bisogno?

C’è bisogno di questa promessa, perché il popolo spinto dalla paura, dal calcolo e dall’egoismo ha trascurato l’adorazione e il culto, per concentrarsi “ciascuno sulla propria casa”, finendo sotto maledizione.

Di che benedizione parla?

La benedizione di cui parla Aggeo è anche la provvidenza di ciò che serve per “mangiare, bere e vestirsi”, ma è soprattutto la benedizione di chi cerca prima il regno e la giustizia di Dio.

Possiamo realizzarla anche noi?

Sì! Possiamo realizzare simile (e migliore) benedizione se Cristo è il centro della nostra vita.  Se l’adorazione e il culto (non chiesastico, ma come modo di esistere) diventano, per noi, la cosa più importante.

Amati in Cristo, come i contemporanei di Aggeo, anche noi siamo spinti dal contesto difficile verso la paura, l’egoismo e il materialismo, in costante preoccupazione.

Oggi il Signore ci parla, ci ordina di riflettere sulla nostra condotta, di ritornare a Lui, alla vera adorazione, a Cristo e alla Sua croce… e Lui, dal canto Suo, garantisce: Da oggi in poi io vi benedirò!

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Aniello & Rosanna Esposito

 

Twitter: @Buonasettimana

 

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