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Come se…

Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che sono maltrattati, come se anche voi lo foste!
(Ebrei 13:3)

 

L’invito dello Spirito Santo è molto chiaro: chiama a “mettersi nei panni” di chi soffre. Un’espressione equivalente anglosassone dice: “mettersi nelle scarpe di qualcuno”, rendendo meglio la difficoltà di comprendere e anche l’impegno necessario per capire le condizioni, i sentimenti e le sofferenze altrui.

In una società sempre più egoista, egocentrica e competitiva rimane poco spazio per la compassione. Le difficoltà altrui spesso generano tre tipi di reazione: indifferenza, atteggiamento giudicante e, non di rado, derisione.

Tutto questo fa risaltare ancora di più l’amore di Dio, la cui compassione si è spinta fino all’Incarnazione e all’Espiazione (Dio si è fatto uomo in Cristo, Che è morto per i nostri peccati per evitarci il giudizio).

Questo Dio amorevole e compassionevole vuole che questi sentimenti siano anche nel cuore dei Suoi redenti perché l’amore di Cristo sia predicato, il Suo perdono proclamato.

Se sei un cristiano rigenerato, il Signore oggi ti invita a ricordarti di chi soffre, è recluso, maltrattato, schiavo del peccato, della tristezza, del dolore, della solitudine… come se lo fossi anche tu.

Se, invece, sei tu che sei nell’angoscia e non sai come uscirne, ricevi questo messaggio come una carezza che viene direttamente da Dio. Non isolarti, non nasconderti, fatti avanti confidando che il Signore ci aiuti a non farti sentire più da solo.

E noi, fratelli in Cristo, preghiamo per avere un cuore compassionevole, come quello di Gesù, in grado di simpatizzare con chi è nel dolore!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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