Esci fuori e guarda al cielo
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Come rispondi alle minacce?

Il popolo tacque, e non gli rispose nulla; poiché il re aveva dato quest’ordine: «Non gli rispondete!»

Ezechia prese la lettera… la lesse; poi salì alla casa del Signore, e la spiegò davanti al Signore

(2Re 18:36; 2Re 19:14)

Un nemico potente premeva alle porte di Gerusalemme per conquistarla.

Anticipato dalla terribile fama, Sennacherib inviò un messaggero con un’ambasciata beffarda, minacciosa e blasfema.

La strategia del re fu molto semplice: “Non gli rispondete!”.

Infastidito e irritato dalla mancata risposta, l’invasore rilanciò le minacce con un messaggio scritto.

Il re Ezechia prese la lettera e, dopo averla letta, si recò nel tempio e la spiegò davanti al Signore che, in definitiva, era il vero destinatario della missiva.

Alla fine della storia, il nemico fu allontanato e la città fu liberata.

Ezechia era timorato di Dio e si fidava di Lui. Non era perfetto, era limitato, ma si fidò di Dio e fu vittorioso.

L’assedio di Gerusalemme somiglia a tante situazioni che si creano nella nostra vita che sembrano senza via d’uscita.

Le minacce contro l’integrità, la serenità e la santità della nostra vita sono tante: interne a noi (il peccato, le ansie, le paure) e intorno a noi (attacchi morali, fisici, economici).

Viviamo un’epoca dove il confronto, il battibecco e la lite sono all’ordine del giorno, perfino per cose futili. Tutto diventa “fatto personale”, l’ego umano ferito o deriso, non può che reagire mostrando i muscoli, altercando e ribattendo punto su punto…

E, tu, carissimo, stai vivendo una situazione simile?

Da chi o da che cosa ti senti minacciato? Come reagisci? Che cosa intendi fare?

Il nostro testo, stamattina, rivela una lezione fondamentale: Quando sei attaccato, offeso, deriso o umiliato: “Non rispondere nulla, metti ogni cosa davanti al Signore!”

Non è forse scritto: “Chi tocca voi tocca la pupilla dell’occhio suo”?

Ci credi?


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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