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Certe cose non si possono riciclare

Considererete come cose contaminate le vostre immagini scolpite, ricoperte d’argento, e le vostre immagini fuse, rivestite d’oro; le getterete via come una cosa impura, «Fuori di qui!», direte loro

(Isaia 30:22)

Nel nostro versetto Isaia descrive la reazione del popolo quando, dopo essere ritornato a Dio, si renderà conto della follia dell’idolatria, si libererà degli idoli, nonostante il loro valore materiale.

L’idolatria, che sostituisce Dio nel cuore, nella mente e nell’adorazione dell’uomo, è un male sottile che non è legato soltanto alla fede e alla religione ma s’insinua in ogni aspetto della vita.

Idolatria, infatti, non è soltanto adorare una statua o una creatura, ma è elevare al posto di Dio sé stessi, affetti, interessi, svaghi e perfino attività lodevoli e caritatevoli non “sottoposte” al Suo governo o comunque non svolte per la Sua gloria.

Da questo punto di vista l’idolatria è, dunque, un male subdolo che non può essere tollerato nella vita del credente rigenerato e i cui “metodi” non possono essere riciclati al servizio di Dio.

Non si tratta di organizzare una nuova iconoclastia per abbattere statue o distruggere dipinti, ma la Bibbia è chiara: come l’oro del vitello nel deserto e i libri di magia di Efeso (At 19:19), i metodi umani e carnali non possono essere riciclati, né il loro valore può essere “reinvestito” al servizio di Dio.

Il nostro versetto insegna, anche a rischio di essere considerati fanatici, che non possiamo permetterci di servire Cristo e conservare pensieri, sentimenti e metodi umani, carnali e terreni.

Dio ci aiuti, perciò, a “gettare via” tutto ciò che non Gli appartiene e che non Lo onora per servirLo, con mente e cuore rinnovati e consacrati. Per edificare, curare, incoraggiare ed evangelizzare le anime, per la Sua gloria, in attesa del ritorno del Signore Gesù!


Aniello & Rosanna Esposito

Twitter: @adiportici

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