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Bella fuori, bella dentro…

“Piacque al Signore che Salomone gli avesse fatto una tale richiesta”
“Dio disse a Salomone: «Poiché questo è ciò che hai nel cuore… la saggezza e l’intelligenza ti sono concesse; e, oltre a questo, ti darò ricchezze, beni e gloria…»“ (1Re 3:1; 2Cronache 1:11-12)

Questo messaggio vuole incoraggiare alla riflessione qualcuno che vedendo come Dio esaudì la preghiera di Salomone dandogli quello che non aveva chiesto, più di quello che aveva chiesto, rimane perplesso, perché non realizza la stessa benedizione.

Hai domandato il battesimo nello Spirito Santo, più saggezza, maggiore potenza, la salvezza di un figlio, la conversione di un coniuge, la liberazione da un vizio? Forse sei un pastore e cerchi soltanto la prosperità della comunità, o un monitore e desideri la salvezza dei tuoi alunni…?

E dopo tanto tempo, sei giunto amaramente a dire: “Signore, in fondo, non ho chiesto niente per me! Se non mi vuoi dare “oltre a quello che ti ho chiesto”, almeno quello che ho chiesto, puoi darmelo?”

Come si esce da questa frustrazione? È necessario, prima di tutto, capire che i pensieri e le vie di Dio non sono i nostri. È possibile che Lui voglia che tu aspetti, che continui a pregare, con fede.

La storia di Salomone, però, ci suggerisce un’altra domanda: Quando abbiamo pregato, le parole sulle labbra corrispondevano ai pensieri del cuore? La nostra preghiera era bella di fuori, ma lo era anche di dentro?

Dio non fu incantato dalle labbra di Salomone, ma fu “conquistato” dal suo cuore! Poiché questo è ciò che hai nel cuore, disse il Signore, io ti do quello che hai chiesto e quello che non hai chiesto!

Carissimi, dobbiamo riconoscere che spesso le nostre dichiarazioni d’amore, le promesse di consacrazione, il desiderio di saggezza, di crescita, di potenza… partono da un cuore non interamente sincero, che non cerca unicamente la gloria di Dio ma anche la propria soddisfazione, che non promuove soltanto la volontà di Dio, ma anche le proprie ambizioni.

Perché dimentichiamo così facilmente l’onniscienza di Dio e il fatto che Lui non ascolta la voce, ma legge il cuore? Oh se comprendessimo che il momento decisivo della preghiera è quello che precede la richiesta, quello del pensiero! È ciò che pensiamo, che mostra chi siamo veramente, che cosa realmente vogliamo e che cosa davvero cerchiamo.

Se volevi che la tua preghiera fosse gradita, avresti dovuto pensarci prima di parlare. Se ti sei accorto che le tue preghiere sono “recitate”, ritorna sui tuoi passi, richiuditi nella cameretta segreta e prega di nuovo, ancora, sinceramente.

Quando, mediante lo Spirito Santo, avrai sparso il tuo cuore dinanzi a Dio, realizzerai la serenità di chi, non solo ha imparato a pregare, ma anche a dipendere da Lui, in ogni cosa. E non avrai – mai più – alcun dubbio che, a Suo tempo, il Padre Celeste saprà darti anche quello che non hai domandato, di più di quello che hai chiesto. Perché è tuo Padre, perché ti ama!