Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi (Matteo 26:39)

Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza (Filippesi 2:13)

Ci sono due atteggiamenti che attestano il modo in cui la nostra volontà dovrebbe essere arresa al Signore.

Primo: Dovremmo avere una volontà arresa.

Questo è il punto da cui tutti dobbiamo iniziare, cedere a Dio la nostra volontà, facendola possedere a Lui.

Secondo: Egli vuole che noi abbiamo una volontà vittoriosa.

Non appena Egli riceve la nostra volontà in una resa sincera e totale, metterà la Sua volontà in quel sentimento affinché sia più forte che mai per Lui.

Da quel momento in poi non sarà più la nostra volontà, ma la Sua buona e perfetta volontà a emergere e, avendo ceduto al Suo volere e postoci sotto la Sua guida, Egli manifesterà in noi tutta la forza e l’intensità della Sua gloriosa virtù per renderci positivi, forti, vittoriosi e inamovibili come Gesù stesso, che ha dichiarato: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42); questo è il primo passo.

“Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati” (Giovanni 17:24), questo è il secondo aspetto.

Entrambi sono divini; entrambi sono giusti; entrambi sono necessari per vivere bene e lavorare con successo per il Signore.


Tratto da: I giorni del Cielo di A. B. Sympson

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